
Agent 69 Jensen
i Skorpionens tegn
Just the thought of uncomfortable positions makes be dizzy
Che ormai la serie stesse mostrando una certa staticità era palese con “I Lovens Tegn”. E probabilmente è la stessa cosa che hanno pensato quelli della “Happy Films” e/o il regista e sceneggiatore Werner Hedman che danno vita al quinto “rivoluzionario” episodio dei stjernetegnsfilm.
Un cambiamento che però colpisce più il contenitore che il contenuto, donne nude, scene soft-core non mancano, ma cambia l’ambientazione, il tempo storico e le tematiche.
Lontani dal solito villaggio rurale e in epoca contemporanea la pellicola dedicata allo Scorpione, come si può facilmente intuire, è una versione parodistica ed hot di James Bond.
Un cambiamento che però colpisce più il contenitore che il contenuto, donne nude, scene soft-core non mancano, ma cambia l’ambientazione, il tempo storico e le tematiche.
Lontani dal solito villaggio rurale e in epoca contemporanea la pellicola dedicata allo Scorpione, come si può facilmente intuire, è una versione parodistica ed hot di James Bond.
Protagonisti della storia sono sempre i soliti Ole Solftoft, Paul Bungaard, Bent Warburg e Karl Stegger, ai quali s’accompagnano tra le tante donne, la algida bellezza di Gina Janssen e la casta new entry Anna Bergman figlia del grande regista.
Ma se Solftoft e Warburg negli altri episodi
avevano un ruolo centrale qui assumono un peso diverso nell’economia della storia.
Il primo ad esempio protagonista o eroe della vicenda, qui gioca un ruolo di comprimario comico, quasi un optional nella storia, anche se l’agente Jensen del titolo è lui, stessa cosa che si può dire del “cattivo” Warburg.
Qui a farla da padrone sono le donne. Non una, ma diverse, che oltre a mostrare il mostrabile dirigono le vicende imprimendo la rotta nelle situazioni. Sarà che nel cast c’è Anna Bergman, sarà che era giusto cambiare, ma il colpo riesce, dandoci una pellicola che ironizza sulle “spy-story” usando la comicità slapstick e grande velocità narrativa. Scene di inseguimenti, rapimenti, classici fraintendimenti e vestiti che si strappano con estrema facilità.
Ma se Solftoft e Warburg negli altri episodi

Il primo ad esempio protagonista o eroe della vicenda, qui gioca un ruolo di comprimario comico, quasi un optional nella storia, anche se l’agente Jensen del titolo è lui, stessa cosa che si può dire del “cattivo” Warburg.
Qui a farla da padrone sono le donne. Non una, ma diverse, che oltre a mostrare il mostrabile dirigono le vicende imprimendo la rotta nelle situazioni. Sarà che nel cast c’è Anna Bergman, sarà che era giusto cambiare, ma il colpo riesce, dandoci una pellicola che ironizza sulle “spy-story” usando la comicità slapstick e grande velocità narrativa. Scene di inseguimenti, rapimenti, classici fraintendimenti e vestiti che si strappano con estrema facilità.

Tra scene gustose e scene divertenti, una passa, a furor di popolo, nella “storia del cinema” quella della partita di biliardo. Quello che succede non ve lo diciamo, questo è un film di agenti segreti, ma la soffiata che vi possiamo dare è che in questa serie è lecito attendersi di tutto.

Titolo Originale: Agent 69 Jensen i Skorpionens tegn
Titoli Alternativi: Agent 69 in the Sign of Scorpio (USA), I skorpionens tecken (Svezia),I skorpionens tegn – Agent 69 Jensen, I skorpionens tegn (Danimarca), Les filles du Scorpion (Francia), Madame O und ihre ganz teuren Mädchen (Germania), Missione sexfinger (Italia), Skorpioni pöksyissä (Finlandia) Emmanuelle in Denmark (indefinito)
Anno: 1977
Nazione: Danimarca
Regia: Werner Hedman
Cast: Ole Soltoft, Poul Bundgaard, Anna Bergman, Karl Stegger, Jundy Gringer, Else Petersen, Soren Stromberg, Gina Janssen, Bent Warburg
Durata: 89′
Casa di Produzione: Happy Film, Merry Film
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